Stare alla Canottieri Sile è un po’ come viaggiare nel tempo, dove dopo aver faticato su barche od in palestra puoi arricchirti ascoltando i soci più anziani che raccontano aneddoti e scherzi dei tempi andati fra canottieri, così come raccontano dell’ amore per le barche veneziane e la voga veneta, prima fra tutte la gondola, paragonata dall’ architetto svizzero Le Corbusier all’ opera principe del liutaio : il violino. Ci dice Ennio Scantamburlo (in foto): “È una splendida metafora questa, che io penso nasca da una mente acuta e sensibile al bello non solo dall’ osservazione della configurazione statica del natante, ma anche dal suo particolare assetto in acqua e dall’ andamento del suo navigare sotto l’impulso della vogata del gondoliere. Perché se uno degli attributi della bellezza è l’armonia, intesa qui come movimenti equilibrati, allora anche il gesto del vogatore nelle barche veneziane, che è fatto sì di forza, ma anche di abili bilanciamenti e di manovre controllate nei vari movimenti del remare, oltre ad essere ben efficiente per la navigazione nell’ambito lagunare, è elegante e bello da vedersi.”
Come si fa a resistere ad un luogo magico come la nostra amata Canottieri Sile?